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	<title>Commenti a: Web Docet 7. La tecnologia e la didattica, un cuore d&#8217;asino e uno di leone</title>
	<link>http://www.edupodcast.it/index.php/2006/10/22/web-docet-7-la-tecnologia-e-la-didattica-un-cuore-dasino-e-uno-di-leone/</link>
	<description>Il Podcast per la scuola. Rassegna stampa e web per gli insegnanti</description>
	<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 03:58:33 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>di Alessandro</title>
		<link>http://www.edupodcast.it/index.php/2006/10/22/web-docet-7-la-tecnologia-e-la-didattica-un-cuore-dasino-e-uno-di-leone/#comment-4036</link>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2007 08:34:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.edupodcast.it/index.php/2006/10/22/web-docet-7-la-tecnologia-e-la-didattica-un-cuore-dasino-e-uno-di-leone/#comment-4036</guid>
					<description>Come genitore, non credo che debba esistere una regola &quot;di Quantità&quot;, ma di qualità che tenga conto del rendimento di ogni singolo alunno, che ne premi l'impegno, e ne valorizzi le capacità, contesto fortemente la scelta di molti docenti che della quantità ne fanno un vanto, che costringono i genitori a &quot;SUBIRE&quot; senza possibilità di controbattere, nessun genitore affronterebbe questo argomento per paura di ritorsioni.
Ritengo che premiare sia meglio che punire, gli alunni attenti a scuola e meritevoli dovrebbero avere un trattamento diverso da quelli menefreghisti, per principio e per valorizzare delle regla, che nel mondo lavorativo futuro, sono alla base di ogni individuo. Piantiamola con materie inutili che non servono a nulla se non a complicare la vita. In questa società è più importante conoscere bene molte lingue, informatica ecc. ma non vi rendete conto che quando un alunno esce da scuola non sa &quot;FARE NULLA&quot;,  di concreto, ma magari conosce alla perfezione le guerre puniche ecc. ecc.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come genitore, non credo che debba esistere una regola &#8220;di Quantità&#8221;, ma di qualità che tenga conto del rendimento di ogni singolo alunno, che ne premi l&#8217;impegno, e ne valorizzi le capacità, contesto fortemente la scelta di molti docenti che della quantità ne fanno un vanto, che costringono i genitori a &#8220;SUBIRE&#8221; senza possibilità di controbattere, nessun genitore affronterebbe questo argomento per paura di ritorsioni.<br />
Ritengo che premiare sia meglio che punire, gli alunni attenti a scuola e meritevoli dovrebbero avere un trattamento diverso da quelli menefreghisti, per principio e per valorizzare delle regla, che nel mondo lavorativo futuro, sono alla base di ogni individuo. Piantiamola con materie inutili che non servono a nulla se non a complicare la vita. In questa società è più importante conoscere bene molte lingue, informatica ecc. ma non vi rendete conto che quando un alunno esce da scuola non sa &#8220;FARE NULLA&#8221;,  di concreto, ma magari conosce alla perfezione le guerre puniche ecc. ecc.
</p>
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		<title>di Antonio Sofi</title>
		<link>http://www.edupodcast.it/index.php/2006/10/22/web-docet-7-la-tecnologia-e-la-didattica-un-cuore-dasino-e-uno-di-leone/#comment-40</link>
		<pubDate>Mon, 23 Oct 2006 19:36:03 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.edupodcast.it/index.php/2006/10/22/web-docet-7-la-tecnologia-e-la-didattica-un-cuore-dasino-e-uno-di-leone/#comment-40</guid>
					<description>Come avrai sentito, Lorenza, il problema non è posto nei termini: aboliamoli! Ma nei termini: diamone pochi. Se diamo per buoni i dati ocse siamo di gran lunga quelli che ne danno di più in Europa. Non solo: ma cerchiamo di metterci d'accordo (e in usa ci sono riusciti, pare) anche su quanto è questo poco (la regole dei dieci minuti per anno). Il buon senso mi piace, ma è talora ambiguo, si presta ad esser tirato per la giacchetta di qua e di là secondo bisogna. 

Peraltro (ma credo ne parleremo abbondamente nella prossima puntata) questa storia dei compiti è una splendida storia di come l'informazione viaggia (più o meno veloce): domenica è stata ripresa anche dal corriere, che ha fatto un collegamento con alcune parole del ministro. Da qualche libro di didattica, ad una intensa discussione sulla blogosfera, ad un bell'articolo di wired, a web docet che, piccola sentinella, se n'è accorto un po' prima, alla storia di copertina di Panorama, al Ministro che accoglie questo dibattito e si pronuncia. Vedremo.

Grazie per il commento :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come avrai sentito, Lorenza, il problema non è posto nei termini: aboliamoli! Ma nei termini: diamone pochi. Se diamo per buoni i dati ocse siamo di gran lunga quelli che ne danno di più in Europa. Non solo: ma cerchiamo di metterci d&#8217;accordo (e in usa ci sono riusciti, pare) anche su quanto è questo poco (la regole dei dieci minuti per anno). Il buon senso mi piace, ma è talora ambiguo, si presta ad esser tirato per la giacchetta di qua e di là secondo bisogna. </p>
<p>Peraltro (ma credo ne parleremo abbondamente nella prossima puntata) questa storia dei compiti è una splendida storia di come l&#8217;informazione viaggia (più o meno veloce): domenica è stata ripresa anche dal corriere, che ha fatto un collegamento con alcune parole del ministro. Da qualche libro di didattica, ad una intensa discussione sulla blogosfera, ad un bell&#8217;articolo di wired, a web docet che, piccola sentinella, se n&#8217;è accorto un po&#8217; prima, alla storia di copertina di Panorama, al Ministro che accoglie questo dibattito e si pronuncia. Vedremo.</p>
<p>Grazie per il commento <img src='http://www.edupodcast.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />
</p>
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		<title>di Lorenza Boninu</title>
		<link>http://www.edupodcast.it/index.php/2006/10/22/web-docet-7-la-tecnologia-e-la-didattica-un-cuore-dasino-e-uno-di-leone/#comment-39</link>
		<pubDate>Mon, 23 Oct 2006 14:05:59 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.edupodcast.it/index.php/2006/10/22/web-docet-7-la-tecnologia-e-la-didattica-un-cuore-dasino-e-uno-di-leone/#comment-39</guid>
					<description>Compiti a casa sì, compiti a casa no: prima di andare &quot;a fare la lezione&quot; con mio figlio, mi limito ad osservare che si tratta, in primo luogo, di buon senso. Credo che la riflessione individuale da parte dello studente su quello che si è detto e si è fatto a scuola sia insostituibile; credo anche che sia improponibile (e lo dico per diretta esperienza di mamma) costringere i genitori a sostituirsi in pratica ai docenti nell'arduo compito si insegnare e chiarire a casa quello che evidentemente non è stato né spiegato né chiarito sufficientemente in aula da chi è pagato per farlo. 
La scuola deve essere più severa? Anche in questo caso, attenzione ai luoghi comuni. E soprattutto attenzione a non scaricare interamente sulle spalle degli studenti il peso del loro &quot;insuccesso formativo&quot;. A volte è questione di mancanza o di volontà, o di capacità, o di motivazione. A volte le responsabilità stanno altrove e lodare la &quot;vecchia scuola&quot; dove si bocciava tanto senza &quot;guardare in faccia&quot; nessuno non risolve il problema. Naturalmente non lo risolvono nemmeno (casomai lo spostano) le promozioni in massa. Anche qui questione di buon senso? In attesa di affrontare più dettagliatamente la questione, vado a fare i compiti ;))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Compiti a casa sì, compiti a casa no: prima di andare &#8220;a fare la lezione&#8221; con mio figlio, mi limito ad osservare che si tratta, in primo luogo, di buon senso. Credo che la riflessione individuale da parte dello studente su quello che si è detto e si è fatto a scuola sia insostituibile; credo anche che sia improponibile (e lo dico per diretta esperienza di mamma) costringere i genitori a sostituirsi in pratica ai docenti nell&#8217;arduo compito si insegnare e chiarire a casa quello che evidentemente non è stato né spiegato né chiarito sufficientemente in aula da chi è pagato per farlo.<br />
La scuola deve essere più severa? Anche in questo caso, attenzione ai luoghi comuni. E soprattutto attenzione a non scaricare interamente sulle spalle degli studenti il peso del loro &#8220;insuccesso formativo&#8221;. A volte è questione di mancanza o di volontà, o di capacità, o di motivazione. A volte le responsabilità stanno altrove e lodare la &#8220;vecchia scuola&#8221; dove si bocciava tanto senza &#8220;guardare in faccia&#8221; nessuno non risolve il problema. Naturalmente non lo risolvono nemmeno (casomai lo spostano) le promozioni in massa. Anche qui questione di buon senso? In attesa di affrontare più dettagliatamente la questione, vado a fare i compiti <img src='http://www.edupodcast.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> )
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		<title>di Antonio Sofi</title>
		<link>http://www.edupodcast.it/index.php/2006/10/22/web-docet-7-la-tecnologia-e-la-didattica-un-cuore-dasino-e-uno-di-leone/#comment-38</link>
		<pubDate>Mon, 23 Oct 2006 13:19:20 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.edupodcast.it/index.php/2006/10/22/web-docet-7-la-tecnologia-e-la-didattica-un-cuore-dasino-e-uno-di-leone/#comment-38</guid>
					<description>Un maggior senso di giustizia - più che di serietà tout court. Credo che tu abbia colto il punto. La mia esperienza è che i ragazzi siano molto più sensibili di quanto sembri su questo punto (e giustamente). Grazie per il commento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un maggior senso di giustizia - più che di serietà tout court. Credo che tu abbia colto il punto. La mia esperienza è che i ragazzi siano molto più sensibili di quanto sembri su questo punto (e giustamente). Grazie per il commento.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>di Lorella Camporesi</title>
		<link>http://www.edupodcast.it/index.php/2006/10/22/web-docet-7-la-tecnologia-e-la-didattica-un-cuore-dasino-e-uno-di-leone/#comment-37</link>
		<pubDate>Mon, 23 Oct 2006 12:57:44 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.edupodcast.it/index.php/2006/10/22/web-docet-7-la-tecnologia-e-la-didattica-un-cuore-dasino-e-uno-di-leone/#comment-37</guid>
					<description>Vecchioni ha ragione: non c'è bisogno della finanziaria per far calare le ripetenze: la bocciatura è già praticamente scomparsa dalla secondaria inferiore; le motivazioni più frequenti: &quot;mi sono reso conto che non serve a nulla&quot;; &quot;tanto il prossimo anno, se questo resta qui, sarà anche peggio di quest'anno&quot;: &quot;non vorrete mica mandare questo elemento in quella classe che arriva!&quot;; &quot;Io questo me lo voglio togliere dai piedi al più presto!&quot; ecc.
La severità, almeno nell'ordine di scuola in cui io lavoro, è guardata sempre di più come un difetto da eliminare, non tanto dagli studenti (che, secondo me, apprezzerebbero un maggiore senso di giustizia da parte nostra), quanto dai colleghi, dai genitori e dai dirigenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vecchioni ha ragione: non c&#8217;è bisogno della finanziaria per far calare le ripetenze: la bocciatura è già praticamente scomparsa dalla secondaria inferiore; le motivazioni più frequenti: &#8220;mi sono reso conto che non serve a nulla&#8221;; &#8220;tanto il prossimo anno, se questo resta qui, sarà anche peggio di quest&#8217;anno&#8221;: &#8220;non vorrete mica mandare questo elemento in quella classe che arriva!&#8221;; &#8220;Io questo me lo voglio togliere dai piedi al più presto!&#8221; ecc.<br />
La severità, almeno nell&#8217;ordine di scuola in cui io lavoro, è guardata sempre di più come un difetto da eliminare, non tanto dagli studenti (che, secondo me, apprezzerebbero un maggiore senso di giustizia da parte nostra), quanto dai colleghi, dai genitori e dai dirigenti.
</p>
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