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	<title>Commenti a: Web Docet 11: Video sharing e bullismo digitale</title>
	<link>http://www.edupodcast.it/index.php/2006/11/20/web-docet-11-video-sharing-e-bullismo-digitale/</link>
	<description>Il Podcast per la scuola. Rassegna stampa e web per gli insegnanti</description>
	<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 03:48:00 +0000</pubDate>
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		<title>di Antonella S</title>
		<link>http://www.edupodcast.it/index.php/2006/11/20/web-docet-11-video-sharing-e-bullismo-digitale/#comment-59</link>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2006 15:02:58 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.edupodcast.it/index.php/2006/11/20/web-docet-11-video-sharing-e-bullismo-digitale/#comment-59</guid>
					<description>Il fenomeno del bullismo è sempre esistito e, secondo me, non è affatto in aumento. Semplicemente, se ne parla di più. E se ne parla di più anche grazie alle nuove tecnologie, come i fatti recenti dimostrano.
Il  bullismo nelle classi è grave ed ha cause profonde e difficili da affrontare.
Insegno in una scuola media, gli alunni sono più piccoli di quelli delle superiori, ma il fenomeno del bullismo non è sconosciuto. E' commisurato all'età. Un'età che è quella della prima adolescenza e l'adolescenza è tappa delicata della crescita.
La violenza fra compagni ha diverse gradazioni e forme, ma è forse inevitabile. Sicuramente però non è colpa della scuola se esiste il bullismo nelle classi. La società, la famiglia non hanno nessuna responsabilità? Anche come insegnante mi chiedo: quante famiglie addossano la colpa dei loro insuccessi all'istituzione scolastica?
Hanno alle spalle, con buona probabilità, genitori che non assolvono pienamente al loro compito quei figli che usano violenza nei confronti dei compagni più deboli, quei figli che in classe non rispettano le regole. Ed è una regola, per esempio, quella di tenere spento il cellulare (ma ben venga se smaschera i bulli che da bulli probabilmente si comporterebbero  lo stesso, anche se non avessero a disposizione uno strumento per filmare). 
In molte famiglie non si dispensa amore, attenzione, considerazione verso i figli e le manifestazioni violente, a scuola o altrove, sono anche l'inevitabile assurda conseguenza del bisogno disperato di un contatto umano.  
Bisogno di considerazione,dunque. Considerazione che si può trovare anche a scuola, ma non basta. Non basta, tra l'altro, quando sono le stesse famiglie, e buona parte della società, a non riconoscere un ruolo importante alla scuola e ai suoi addetti. Ho saputo di recente che, nella scuola dove sono arrivata quest'anno, l'anno scorso un genitore si è lamentato, minacciando di sporgere denuncia, perchè alle 13.31, cioè un minuto, un solo minuto dopo il suono ufficiale della campanella, chiamando il figlio sul cellulare questo risultava ancora spento! Ed è di qualche giorno fa un altro episodio che mi ha lasciata sconcertata. Alcuni genitori hanno fatto sapere di non &quot;gradire&quot; l'utilizzo di Internet a scuola per le ricerche. Io dico, se un alunno sfugge al controllo (il che può succedere anche se è molto difficile perchè in aula di informatica gli alunni o si portano a piccoli gruppi e/o sono presenti due insegnanti proprio per favorire anche un maggior controllo) e naviga su un sito diverso da quello che indica e predispone l'insegnante, non è forse perchè lo sa già fare a casa? Non è ipocrisia questa?
Ma, tornando al bullismo, forse la soluzione ce l'hanno gli stessi alunni. L'altro giorno  ho sollecitato i miei di prima media ad affrontare l'argomento. Tra le cause del fenomeno che essi hanno individuato, ne è prevalsa una: ci sono ragazzi che non stanno bene in famiglia e nell'ambiente in cui vivono, non si sentono considerati, accolti, accettati e allora sfogano il loro disagio a scuola. Sono gli stessi che filmando e pubblicizzando certe azioni, si sentono protagonisti, sentono di esserci, di esistere per qualcuno.
 E allora a darsi da fare non può essere soltanto la scuola.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il fenomeno del bullismo è sempre esistito e, secondo me, non è affatto in aumento. Semplicemente, se ne parla di più. E se ne parla di più anche grazie alle nuove tecnologie, come i fatti recenti dimostrano.<br />
Il  bullismo nelle classi è grave ed ha cause profonde e difficili da affrontare.<br />
Insegno in una scuola media, gli alunni sono più piccoli di quelli delle superiori, ma il fenomeno del bullismo non è sconosciuto. E&#8217; commisurato all&#8217;età. Un&#8217;età che è quella della prima adolescenza e l&#8217;adolescenza è tappa delicata della crescita.<br />
La violenza fra compagni ha diverse gradazioni e forme, ma è forse inevitabile. Sicuramente però non è colpa della scuola se esiste il bullismo nelle classi. La società, la famiglia non hanno nessuna responsabilità? Anche come insegnante mi chiedo: quante famiglie addossano la colpa dei loro insuccessi all&#8217;istituzione scolastica?<br />
Hanno alle spalle, con buona probabilità, genitori che non assolvono pienamente al loro compito quei figli che usano violenza nei confronti dei compagni più deboli, quei figli che in classe non rispettano le regole. Ed è una regola, per esempio, quella di tenere spento il cellulare (ma ben venga se smaschera i bulli che da bulli probabilmente si comporterebbero  lo stesso, anche se non avessero a disposizione uno strumento per filmare).<br />
In molte famiglie non si dispensa amore, attenzione, considerazione verso i figli e le manifestazioni violente, a scuola o altrove, sono anche l&#8217;inevitabile assurda conseguenza del bisogno disperato di un contatto umano.<br />
Bisogno di considerazione,dunque. Considerazione che si può trovare anche a scuola, ma non basta. Non basta, tra l&#8217;altro, quando sono le stesse famiglie, e buona parte della società, a non riconoscere un ruolo importante alla scuola e ai suoi addetti. Ho saputo di recente che, nella scuola dove sono arrivata quest&#8217;anno, l&#8217;anno scorso un genitore si è lamentato, minacciando di sporgere denuncia, perchè alle 13.31, cioè un minuto, un solo minuto dopo il suono ufficiale della campanella, chiamando il figlio sul cellulare questo risultava ancora spento! Ed è di qualche giorno fa un altro episodio che mi ha lasciata sconcertata. Alcuni genitori hanno fatto sapere di non &#8220;gradire&#8221; l&#8217;utilizzo di Internet a scuola per le ricerche. Io dico, se un alunno sfugge al controllo (il che può succedere anche se è molto difficile perchè in aula di informatica gli alunni o si portano a piccoli gruppi e/o sono presenti due insegnanti proprio per favorire anche un maggior controllo) e naviga su un sito diverso da quello che indica e predispone l&#8217;insegnante, non è forse perchè lo sa già fare a casa? Non è ipocrisia questa?<br />
Ma, tornando al bullismo, forse la soluzione ce l&#8217;hanno gli stessi alunni. L&#8217;altro giorno  ho sollecitato i miei di prima media ad affrontare l&#8217;argomento. Tra le cause del fenomeno che essi hanno individuato, ne è prevalsa una: ci sono ragazzi che non stanno bene in famiglia e nell&#8217;ambiente in cui vivono, non si sentono considerati, accolti, accettati e allora sfogano il loro disagio a scuola. Sono gli stessi che filmando e pubblicizzando certe azioni, si sentono protagonisti, sentono di esserci, di esistere per qualcuno.<br />
 E allora a darsi da fare non può essere soltanto la scuola.
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