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Le mille vite (digitali) del latino
L’allegato di Web Docet - un approfondimento su quello che non è entrato nel podcast di questa settimana.
Altro che morta! La lingua latina sembra avere mille vite - anche digitali.
Riapre le danze del dibattito (mai in realtà del tutto sopito) sui destini della lingua di Cicerone una lettera di uno studente italiano al prestigioso Financial Times, pubblicata lo scorso 5 gennaio.
Il ragazzo, Andrea Rocchetto di Roma, pone la domanda che in molti studenti almeno una volta si sono o hanno a qualcuno posto: “che senso ha continuare a studiare il latino“? Alla quale però aggiunge, in un ammirevole sforzo di attualizzare l’antico lamento: non sarebbe più utile se che ci insegnassero il cinese, al posto del latino? Miglioreremmo comunque le nostre capacità logiche (come continuamente ci dicono della lingua di Cicerone), ma almeno potrebbe servirci a qualcosa nel futuro.
Apriti cielo. Il cinese al posto del latino. Dal Financial Times, per esempio, fanno sapere che sì, in effetti la cosa ha un senso. E traducono il pensiero del ragazzo romano con una bella frase, che riporta sia Skylife che Beppe Severgnini, sul Corriere della Sera, nella sua rubrica Italians del 18 gennaio scorso (e citato in Web Docet)
«Sarebbe altrettanto efficace come esercizio mentale e offre il vantaggio supplementare che consente di parlare anche con qualcuno che non sia il Papa»
Risponde il quotidiano inglese Guardian, con un bell’articolo di Mary Beard, dal titolo “Tacitus was no elitist“. La sintesi del pensiero della Beard è che, sì, in effetti il latino è difficile da imparare, ma anche una sorta di “livellatore sociale“, la strada giusta per una ascendente mobilità intellettuale.
Sarà. Sta di fatto che la questione del latino pare appassionare gli inglesi, nonostante lo abbiano abolito come lingua obbligatoria da ormai 40 anni. Raccontava per esempio Lorenzo Amuso sul Giornale del 12 Settembre 2006 (e ne parlavamo su Web Docet), che oltre 40.000 studenti tra medie e superiori hanno scelto di studiarlo, forse anche grazie all’appeal di corsi erogati in parte in modalità e-learning. Il digitale insuffla nuova vita al latino.
Ma la miglior discussione sull’argomento “latino-o-cinese” lo trovo sul blog di Leonardo, insegnante, scrittore e blogger di lunga data. Tabula rasa si intitola il post. Lui è d’accordo con il Financial Times al 90%, ma il pezzo è da legger tutto (così come i 70 commenti che lo arricchiscono).
Info su questo articolo
Stai leggendo “Le mille vite (digitali) del latino,” un articolo di Antonio Sofi
- Pubblicato :
- 29 Gen 2007 / 12:50
- Categoria:
- Approfondimenti
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