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Gli ibridi tecnologici: tutti in un telefonino

C’è grande fermento, nel mondo digitale. Nascono continuamente nuovi ibridi - alcuni spaventosi come quelli del Dottor Moreau. La televisione va a finire su Internet (e viceversa), il cellulare si fa palmare e lettore mp3, il quotidiano abbandona la carta e sposa il Web, ecc. Nel mondo digitale in cui niente si crea e niente si distrugge, i media evolvono ibridandosi gli uni agli altri, ricercando nuove esperienze di fruizione che siano più soddisfacenti per tutti.

Quanto a ibridi fermenti, il cellulare fa la parte del leone. Via via, nel corso degli anni, da semplice apparecchio atto a telefonare in mobilità, è diventato fotofonino, videofonino, tivufonino, smartphone. Perdendo parte della sua primigenia identità come nei più classici dei miti: a partire dal nome. E’ di qualche giorno fa l’annuncio del librofonino, marchingegno con display rollable a scomparsa, sul quale visualizzare pdf, ebook, news, posta elettronica, ecc. Ancora non è noto quando sarà disponibile sul mercato. Ma la tecnologia dell’electronic paper esiste, da anni, e si evolve di giorno in giorno.
L’obiettivo è sdoganare la lettura di file digitali dallo schermo del computer - dove la lettura è faticosa e la portabilità limitata.

Le possibilità di utilizzo in campo didattico di lettori basati su tecnologie e-ink saltano subito agli occhi.
In primo luogo l’eliminazione/riduzione dei libri di testo, costosi e pesanti con ebook digitali e più economici.
In secondo luogo, il formato digitale permetterebbe facilmente di aggiornare i contenuti dei libri di testo - che andrebbero così incontro a più lenta obsolescenza.

Una immagine rende più di mille parole, ed è quella proposta da Antonio Tombolini, serial entrepreneur italiano che s’è fatto rivenditore dell’Iliad, uno dei più evoluti ebook reader in commercio. Tombolini segnala anche una iniziativa di una scuola olandese, in cui “un gruppo di studenti caricherà su iLiad i libri di testo e utilizzerà la sua funzione Notes per scrivere e farci i compiti”.

Con i lettori evoluti che verranno si potrà fare di tutto di più: leggere libri, scaricare aggiornamenti e feed rss, prendere appunti sopra i testi, ascoltare musica e podcast, e chissà cos’altro. Magari anche visualizzare powerpoint. O forse quello è meglio di no. Ne scrivevamo in un precedente approfondimento (”Come fare presentazioni perfette, o quasi“): sono in molti a criticarne l’uso eccessivo e poco funzionale. Anche a scuola. Segnalo sull’argomento altri due approfondimenti: uno in spagnolo, di Alvaro Gregori, esperto di e-learning, che riprende un altro interessante contributo (questa volta in inglese, di Seth Godin) dal significativo titolo “Really Bad Powerpoint“.

I nuovi ebook reader (o i futuri librofonini, o gli ibridi che verranno) saranno a tutti gli effetti multimediali, come detto. Oltre ai libri, anche mp3 - e quindi podcast, proprio come il nostro Web Docet. Il mondo della formazione è forse quello che sta sperimentando più intensamente il podcast come strumento (vedi il corso di Alberto Pian su Garamond, proprio sull’uso dei podcast in classe). La didattica si giova della facilità di produzione, della leggerezza del formato, della capacità diffusiva data dai feed e della portabilità dello strumento (vista anche la diffusione di mp3 player, iPod su tutti). Ampliando il pubblico potenziale, generando creatività e stimolando passioni.

Una dimostrazione tra tante? E’ il caso di un professore di storia in un liceo americano, Lars Brownworth, 31 anni, autore di un podcast di lezioni sulla storia bizantina. Iniziata la pubblicazione delle lezioni nel giugno del 2005, a metà 2006 gli ascoltatori erano oltre 41mila, fino ad arrivare, nel dicembre scorso (dopo essere stati citati dalla rivista Wired come uno dei podcast più influenti della Rete) ad oltre 175mila persone da ogni parte del mondo.

Niente male per una tematica che non è proprio di più stretta attualità.


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