« Connettività e creatività contro il digital divide scolastico | Home | La scuola è mobile. Cellulari, divieti e (possibili) sperimentazioni. »
Studenti, docenti e contenuti. Il cerchio (didattico) si chiude sulla forma?
Studenti, docenti e contenuti: il triangolo magico della didattica. Metto insieme un po’ di segnalazioni passate in questi giorni da Edupodcast e dalla blogosfera italiana.
Ma non sarà colpa anche un po’ degli studenti?
Quanto all’uso delle tecnologie per la didattica, spesso son tutti contro la scuola (e i docenti) - ci son ritardi, incomprensioni, ingiustificate ritrosie, che ostacolano l’arrivo di una scuola migliore.
Spesso insomma la colpa è di tutti, tranne che degli studenti. Ma provocatoriamente: è sempre così?
Segnalo un commento di Emiliano Pancaldi, docente di italiano in una scuola media, ad un podcast di Edupodcast, “La scuola e la voglia spesso frustrata di sperimentare“. Che scrive:
Lavoro “attorno” a internet da 10 anni. So fare siti web, conosco la maggior parte dei software opensource per la didattica, sperimento ogni giorno nuove strategie e applicazioni didattiche delle Nuove Tecnologie (web2.0, Freemind, tiddlyWiki, ecc…), ma questi ragazzi da una parte usano quasi esclusivamente MSN Messenger e credono di essere dei maghetti del computer solo perchè sanno scaricare da E-mule valanghe di brani e video. […]
E’ vero che a volte si fatica a trovare collaborazione fra i colleghi, ma risulta estremamente difficile far passare qualcosa di “saporito” della rete a questi ragazzi che sembrano sempre più “scimmiette ubriache” (so che il paragone è un po’ duro, ma prendilo come sfogo), schiavi del mezzo e incapaci di fermarsi a riflettere sul messaggio, sul contenuto.
Allora è il contenuto, che conta?
Eppure proprio sul contenuto spesso casca l’asino. E’ l’opinione di Simone Mazzucconi e Carlo Columba che argomentano in un post dal titolo “Web e scuola: il fattore K“. I due autori avevano lavorato ad una piattaforma Web dedicata alla scuole, ma, risolti i problemi tecnici e predisposto lo spazio, il problema diventano i contenuti: quali, come e a chi tocca predisporli. Queste le conclusioni:
Un’altra cosa che abbiamo capito è che la scuola, come sistema, non ha ancora imparato ad usare il web, non ha cominciato a servirsene né per migliorare l’offerta formativa, né per facilitare i rapporti con l’utenza. La realizzazione del sito della scuola si rivela essere, quasi sempre, iniziativa di qualche singolo e appassionato docente! Dura qualche tempo e poi non riesce a trovare le forze e le motivazioni per sostentarsi.
[…] Puoi avere il CMS più facile e performante del mondo, in due click sei sul web, ma se una volta sul web hai paura, con tutto quel ciberspazio vuoto, puoi urlare quanto vuoi, ma “nessuno ti sente gridare”! (Alien).
Il cerchio si chiude sulla forma? La lettera dello studente pubblicata dai giornali.
Giuseppe Rosario Esposito, studente napoletano, scrive ai giornali: la rappresentazione della scuola veicolata dai media è ingiustamente negativa, la vera scuola non è così. La lettera la pubblica prima Repubblica.it, poi anche altri giornali.
Leonardo, blogger storico, scrittore e docente anch’esso, prende spunto dalla lettera del giovane studente e ci costruisce su un post dei suoi, dal titolo “La scrittura è un’invenzione del futuro“. In cui Leonardo scusa lo studente per i sogni; un po’ meno per le virgole e la punteggiatura che usa in ossequio alla “lingua orale” che sembra attagliarsi in modo più naturale ai multimediali tempi d’oggi.
Così Leonardo conclude, paragonando il declino della punteggiatura con quello della scrittura/lettura della musica:
La punteggiatura si perde, come si è persa l’abilità a scrivere e leggere la musica. Una volta era indispensabile: non esistevano radio e giradischi, la musica girava sotto forma di spartiti da interpretare. Oggi siamo un popolo di esperti di musica, ma nessuno la legge più. Ormai è raro anche tra i musicisti di professione. Può darsi che alla scrittura stia succedendo la stessa cosa: forse non è una vera arte, ma solo un medium. Può darsi che la tecnologia lo stia rendendo desueto, com’è successo al Codice Morse o ai dischi in vinile. Esposito non impara più la punteggiatura perché, sostanzialmente, non gli serve. E allora perché devo perdere tempo a insegnargliela?
Info su questo articolo
Stai leggendo “Studenti, docenti e contenuti. Il cerchio (didattico) si chiude sulla forma?,” un articolo di Antonio Sofi
- Pubblicato :
- 13 Mar 2007 / 23:37
- Categoria:
- Approfondimenti
Nessun commento
Vai alla form di inserimento dei commenti | rss dei commenti | trackback uri