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La scuola che blogga (anche con i genitori)
Abbiamo già più volte scritto della cosiddetta, famigerata scuola 2.0. Che in parte c’è, e in parte (si spera) verrà. Più mobile, meno gerarchica, modellata sulle logiche conversazionali del web evoluto. Facciamo un veloce giro di valzer intorno al tema, con un po’ di link dai quali farsi sorprendere.
Manifesto della scuola 2.0
Intanto, subito, uno starting point ricchissimo di risorse. Un wiki che raccoglie un vero e proprio manifesto per una scuola 2.0 (più vari mush-up di altri manifesti ed approfondimenti). Education in the 21st century is entirely about conversations - scrive David Warlick.
Le competenze digitali
Esagerato? Forse. Eppure si moltiplicano anche i tentativi di fare (social) network intorno alla domanda/bisogno di usare il più efficacemente possibile le opportunità offerte alla didattica dal web collaborativo. Come scrive Alberto D’Ottavi, al grido di “Learn to use 21st century skills in the classroom” anche Yahoo, con Yahoo Teachers cerca di creare un network tra insegnanti per stimolarne la crescita professionale.
La scuola che blogga
Ed è un esempio tra tanti. Di sicuro è forte il bisogno di condividere informazioni su esperienze e soluzioni da applicare - in un campo ancora così povero di pratiche consolidate. Come il blogging nella scuola. Anche per gli studenti più piccoli. Peter di Geekyteach stila una lista di 20 modi di usare un blog didattico per i bambini; mentre Erin Teeling posta un buon sunto delle esperienze finora condotte - e dei primi risultati. Ecco i quattro modi in cui il blogging didattico è stato finora utilizzato second Erin Teeling: 1) Per alimentare discussioni intorno ad un singolo tema; 2) Per insegnare la tecnologia; 3) Per insegnare cose diverse dalla tecnologia; 4) Per attivare un canale di comunicazione pubblico con i genitori.
Il blog per comunicare con i genitori
Quest’ultimo punto merita una riflessione. Coinvolgere i genitori (il terzo e spesso dimenticato vertice del triangolo virtuoso della didattica) è sempre un compito complicato - complicato sia dalla scarsità di tempi e spazi di incontro e di discussione (le famigerate spesso ingolfate ore di ricevimento) sia dalla oggettiva difficoltà di spiegare da una parte e comprendere dall’altra il percorso didattico intrapreso. Perché l’uso del blog di classe come modalità per coinvolgere in prima persona e attivamente i genitori nel processo didattico è un felice caso di misuse tecnologico. Il blog didattico non era pensato per fare questo, ma spesso ha assolto a questa funzione. Specialmente nelle nelle classi dei primi gradi della formazione scolastica - quando in un modo o nell’altro i genitori sono più attenti al percorso formativo del proprio figlio. La presenza di un blog su internet dà insomma la possibilità ai genitori più attenti o interessati di lanciare un’occhiata a quello che sta accadendo nelle classi, e volendo anche intervenire con commenti e feedback.
La (ancora fantomatica) conversazione della scuola 2.0 potrebbe così davvero iniziare.
Info su questo articolo
Stai leggendo “La scuola che blogga (anche con i genitori),” un articolo di Antonio Sofi
- Pubblicato :
- 12 Apr 2007 / 01:41
- Categoria:
- Approfondimenti
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