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Una lezione tra twitter, bach channel e multi-tasking. E’ utile? O una perdita di tempo?

Rompiamo le vacanze per riparlare di una infatuazione che ancora non si capisce bene se e come diventerà vero e duraturo amore nel campo delle tecnologie didattiche. Stiamo parlando di Twitter, servizio a metà tra social network e microblogging (vero e proprio successo del 2007 sul web 2.0), e della scuola.

Ne scrivevamo già in tempi non sospetti, con un post intitolato “Cosa può fare la scuola con il Web? Mille cose più Twitter” - segnalavamo soprattutto le possibilità evocate da Doug Belshaw quanto ai modi di usare Twitter per comunicare con gli studenti.

Ora è Terry Freedman a provare a fare il punto, con un bella riflessione di qualche giorno fa: “Twittering in the classroom: some issues” - segnalando anche i casi di applicazione concreta delle possibilità evocate da Belshaw a febbraio. Il bello del Web: pian piano c’è chi prova e sperimenta tecniche e strumenti, e poi ne scrive per condividere successi e insuccessi con la propria “comunità di passione” (e interessi).

Per esempio si segnala l’esperienza di Darren Kuropatwa che mette in fila alcune idee nascenti sul possibile uso del servizio di microblogging nelle classi (sintesi e interpretazione mia):

a) come strumento per tracciare i progressi nel risolvere un problema. E’ un modo per far emergere feedback e migliorare la capacità di problem solving.
b) come strumento di back-channel. I commenti in forma di tweet aiutano gli studenti a chiarirsi una lettura o una lezione - facendola diventare conversazione.
c) come strumento per integrare una lezione - dal lato del docente.

La riflessione di Freedman riprende un altro post di Kuropatwa si sposta quindi sull’uso di Twitter come strumento di back-channel - di chiosa conversazionale mentre accade qualcosa da qualche altra parte (lezione tradizionale).

Questa la situazione evocata.

Immagina una lezione di 20 minuti dove tutti gli studenti possono usare un back channel (come twitter appunto, ndr) per commentare quello che stai dicendo. Visto che il back channel è sulla Rete, anche ospiti esterni o esperti sono invitati. Qualcuno dovrà prendersi l’impegno di mantenere la conversazione sul tema - conversazione che sarà proiettata in classe grazie ad un proiettore, e postata immediatamente su un wiki. Il resto della classe si dedicherà a riorganizzare le informazioni sul wiki, proporre domande (sia tra di loro che al docente o a chi partecipa dall’esterno), indirizzare la discussione sui temi mono chiari o più interessanti. […]

Una lezione tra twitter, bach channel e multi-tasking. E’ utile? E’ possibile? O è solo una perdita di tempo?

Freedman analizza le varie possibili controindicazioni. Concludendo però con la conclusione più saggia: bisogna provarlo. Ciò che funziona si vede sul “campo” - e ad aggiustarlo ci si mette poco, specie se si coinvolgono gli studenti nel processo di definizione delle regole e nella valutazione del risultato.


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